"In fondo è solo un giorno come un altro.."
Non è vero.
Lo so io,
e lo sai anche tu.
Perchè è :
la triste constatazione di un'aspettativa comunque delusa…
la mesta occasione di un falso in bilancio di vita all’incanto…
pensiero che va a chi c’era e non c’è…
a chi manca…
a chi si è ritratto nell’ombra…
una dolce amara ferita che sanguina…
il tonfo silente dei sassi caduti nel cuore …
un peso d’assenza di stelle nel cielo…
mentre s’allunga la fila di spente candele…
e come Costantino Kavafis le stiamo a contare
e a scontare l'eco del pianto del nostro ego bambino,
che ci ammonisce,
per quel che eravamo
e per ciò che siamo diventati.
Il mio, stasera, mi ha severamente ammonito.
E adesso io e lui ci lasciamo cullare da un piacevole ricordo:
il caldo odore dei dolci natalizi appena sfornati
il vetro appannato dal mio soffio di bambina
ipnotizzata dal luccicare di una vetrina...
e il presepe
e poi
la corsa ai regali sotto l'Albero
e le canzoni natalizie
e la nascita del Bambin Gesu'
e le carezze di mia nonna,
e quel... calore.
Ma adesso...
resta l’eventualità dell’evento.
A noi la scelta:
di una apatica indifferenza,
di un rigoroso conformismo all'etichetta
o della Ricerca
di una nuova Armonia,
della riscoperta di quel quieto fervore,
di quella sana e ingenua meraviglia,
della visione di un mondo e di un tempo a venire
comunque migliori.