Io vedo...
Il lento mutare del mio intimo sentire:
da plesso monocromatico
a caleiodoscopio viscerale.
Ho camminato a lungo,
e a piedi scalzi,
tra specchi di fango e grovigli di ferro
in lande desolate di cieli recintati,
e sul mio viso deturpato
lacrime nere e ceneri ardenti...
Io vedo
cicatrici che si dischiudono e
fiori che sbocciano dalla mia carne e
il cuore giocosamente in fiamme.
Null’altro io vedo.
Attraverso me
scorgo energie in gabbia
odo rantoli di vita
bevo acque sorgenti,
chiare e trasparenti.
E mentre gioisco di me,
da una cintura di cielo
spunta un gabbiano impettito:
Il Mare
non è mai stato tanto vicino.